panchitosway.com
  Giugno 2014

Cari Amici,
questa volta vogliamo raccontarvi una storia.


E’ il primo weekend di Giugno e dopo notevoli incastri Panchito’s Way compone una piccola delegazione e trova un sabato da dedicare al nostro ultimo progetto "Cuore di bimbi".

Per chi non dovesse ricordare. Quest’anno abbiamo deciso di finanziare Cuore di bimbi, progetto ideato e gestito dall’Fondazione Aiutare i Bambini di Milano, stanziando la cifra di 15.000€.

Il senso di questo progetto?
Salvare la vita di piccoli bambini dello Zimbawe con età compresa tra 5/10 anni. Bambini che hanno gravi problemi cardiaci e che non hanno un sostegno sanitario nazionale in grado di salvargli la vita.

La nostra quota serve a sostenere una fase di questo progetto: le spese di trasferimento dallo Zimbawe all’ospedale di Bologna dove un Equipe medica specializzata procederà all’intervento. Parte dei bambini sono stati operati circa un mese fa, tutti gli interventi hanno avuto esito positivo. I bambini ora sono sotto osservazione.

Torniamo al nostro viaggio. Partiamo all’alba di sabato 7 Giugno, le nostre facce assonnate, destinazione Rimini. Non sappiamo esattamente cosa ci sarà ad attenderci. Arriviamo a destinazione dove ci accoglie un rappresentante di AIB, saliamo su un pulmino che si dirige verso la sede Caritas. Ad attenderci tante sedie disposte a forma di cerchio all’interno di un grande refettorio, le finestre aperte ci aiutano a prendere fiato, la giornata é caldissima.

Siamo emozionati, forse un po’ impazienti ma fiduciosi dell’esperienza. In pochi minuti la sala si anima con 4 bambini, le loro mamme e altre persone che non conosciamo. Ci sediamo con un po’ di imbarazzo ma felici di poter guardare in faccia quei piccoli che in maniera educatissima si siedono, schiacciano le loro mani tra la sedia e le gambe, i piedi restano penzolanti come delle altalene. Ogni tanto ci guardano e sorridono. Quando i nostri sguardi si incrociano i loro enormi occhi scuri puntano immediatamente verso il pavimento con senso di grande discrezione. Ora tutte le sedie si sono riempite, s’inizia...

Ci presentiamo, raccontiamo della nostra Associazione, della nostra volontà a voler appoggiare un operazione affine alla nostra filosofia, ai valori che ci siamo impegnati a difendere.

Un responsabile del programma, prende la parola e ci racconta il complesso programma che sta dietro questa operazione umanitaria. Ci spiega come Cuore di bimbi non prevede solo un intervento chirurgico ma anche tutta la macchina organizzativa di cornice alla sala operatoria.

Le principali tappe.
La prima fase prevede il delicatissimo compito di decidere quali bambini potranno partire per l’Italia. I criteri di selezione sono basati su regole scientifiche (e umane), il sistema é impeccabile. Si passa quindi ad organizzare il trasferimento, a gestire l’accoglienza, a pianificare l’intervento e a decidere quale collocazione potranno avere i bimbi nel periodo successivo all'intervento dove il monitoraggio occupa uno spazio di estrema importanza. Ecco che capiamo che parte di quelle facce sedute insieme a noi sono famiglie italiane che hanno deciso di ospitare quei bambini, e le loro mamme, nel periodo successivo all’intervento che significa 3 mesi circa. Queste famiglie orbitano intorno alla Caritas di Rimini. Ecco spiegato perché siamo lì, in quella stanza.

Ci alziamo, stringiamo le mani, ci congratuliamo, salutiamo quei piccoli e finalmente riusciamo a comprendere il reale significato di questo progetto. Il motivo per cui é stato chiamato in quel modo.

Cuore di bimbi.
Questa operazione non riguarda solo il cuore di quei piccoli ma anche quello di tutti quelli che entrano in contatto con questa iniziativa. Il loro viene salvato il nostro viene arricchito da un esperienza intensissima. E’ vero, mi é bastato vedere la faccia di quei bambini, ascoltare quella brava gente, guardare il sorriso splendente di uno di noi e tutta quella professionalitá per riprendere quel treno consapevole che i risultati più grandi si raggiungono se nella vita ci mettiamo un po’ di cuore in quello che facciamo.

Grazie a tutti per averci appoggiato e un grazie anche a Pancho per averci fatto vivere questa esperienza. Senza di te non ci saremmo mai trovati su quelle sedie ad ascoltare quest’altra bellissima storia.

Scritta da uno di noi.

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